“Una lacuna colmata” è il titolo della prefazione che introduce al libro, in quanto si tratta della prima pubblicazione in Italia che descrive in modo unitario l’evoluzione dell’arte dei giardini in Svezia, nonché l’ampia diffusione della cultura giardiniera nel paese a partire dai primi anni dell’Ottocento, grazie al lavoro vivace delle numerose associazioni, dei centri di ricerca agricola, degli orti botanici, e non in ultimo attraverso l’opera dell’ente ferroviario nazionale (Statens Järnvägar) che verso la fine dell’Ottocento aveva voluto adornare le piccole stazioni dei treni del paese con aiuole e spazi verdi. I grandi giardini appartenuti ai sovrani di Svezia (Rosendal, Waldemarsudde) vengono trattati parallelamente all’esperienza collettiva delle classi più disagiate attraverso i Koloniträdgårdar (lotti urbani di proprietà demaniale) e le città giardino, che in Svezia assumono dei tratti peculiari rispetto alle stesse nate nella vicina Inghilterra. Infine l’avvento del Funzionalismo e l’influsso modernista ci conducono alla scoperta di uno spirito puramente svedese, che intendeva attribuire alla natura autoctona un ruolo centrale. Il genius loci, o anima del luogo, viene riproposto con vigore da grandi architetti paesaggisti degli anni Trenta e Quaranta, tra questi Sven Hermelin, autore del progetto del Parco del Marabou a Sundbyberg, vincitore della scorsa edizione del Premio internazionale “Il parco più bello”. Il volume è stato presentato a Roma, a Milano e a Torino, ed è stato recensito da numerose testate nazionali (Venerdì di Repubblica, Il Messaggero, Il Corriere della Sera) e riviste specialistiche (Gardenia, Il Floricultore). Per ulteriori informazioni e per poter leggere le recensioni pubblicate sino ad oggi è possibile consultare il sito della casa editrice www.polistampa.com