Riteniamo di esserci preparati bene per affrontare la nostra presidenza, non in ultimo insieme con le precedenti presidenze di turno, Francia e Repubblica Ceca. Tuttavia la migliore preparazione crediamo sia essere pronti di fronte all’imprevisto.
Senza dubbio la nostra presidenza ha inizio in un momento caratterizzato da fattori contingenti particolari e difficili. Si insedierà un nuovo Parlamento europeo e una nuova Commissione Europea. Delle nuove incertezze si delineano davanti a noi, ad esempio per quanto riguarda il Trattato di Lisbona e conseguentemente l’incertezza tra l’altro, sul nuovo presidente permanente del Consilgio europeo e su un Alto rappresentante per la politica estera e della sicurezza comune.
Allo stesso tempo ci troviamo nel mezzo di una delle peggiori crisi finanziarie ed economiche dagli anni Trenta, destinata forse a diventare una crisi dell’occupazione. Oltre a ciò riceviamo rapporti sempre più allarmanti sui cambiamenti climatici e sui loro effetti sulla vita del pianeta.
Queste crisi in atto e altre – ancora oggi sconosciute – possono essere viste come sfide per la presidenza in grado di mostrare la strada per effettuare possibili cambiamenti
La ridotta partecipazione che è stata registrata in occasione delle recenti elezioni per il Parlamento europeo – tuttavia non in Svezia – è un segnale che il governo svedese intende vedere come una sfida specifica per l’Unione Europea e per la nostra presidenza, vale a dire colmare le distanze che esistono tra l’Unione e cittadini dei nostri paesi. Dobbiamo essere più attenti ai loro bisogni attuali e anche a quelli futuri. Dobbiamo migliorare le possibilità di coinvolgere i cittadini nei processi democratici in atto a livello europeo.
Lasciatemi dunque dire qualcosa su alcuni punti che attualmente consideriamo i più importanti per la nostra presidenza - oltre all’ambizione di gestire le già menzionate questioni istituzionali.
-Prima priorità: ripristinare la fiducia e la stabilità sui mercati finanziari e allo stesso tempo gestire la disoccupazione, e inoltre a lungo termine promuovere l’occupazione e una crescita economica sostenibile.
Noi crediamo che abbiamo bisogno di introdurre nuove regole e di rafforzare il sistema di supervisione dei mercati finanziari. Appoggiamo il rapporto Larosiere e la susseguente proposta della Commissione. Saranno una buona base per il nostro lavoro nel prossimo autunno, quando ci occuperemo di proposte legislative e di un possibile accordo politico. Cercheremo anche di raggiungere un accordo su una comune strategia d’uscita per ritornare alle regole del patto di stabilità e crescita. Lo sviluppo in corso ha messo sotto grande pressione i bilanci nazionali, creando deficit e debiti crescenti. Noi siamo convinti che potremo garantire il nostro benessere in Europa soltanto se l’occupazione rimane a lungo alta e le finanze pubbliche sostenibili.
Ora l’Europa ha bisogno di politiche del lavoro proattive per mantenere l’idoneità al lavoro e prevenire la disoccupazione duratura. Il mio governo vorrebbe creare i fondamenti per una nuova strategia della crescita e dell’occupazione mentre si aggiorna la Strategia di Lisbona e si raccolgono i frutti della globalizzazione, per esempio promuovendo gli investimenti in capitale umano e ricerca, aumentando la trasparenza esternamente e internamente e migliorando ancora il clima a favore delle attività commerciali e dell’innovazione in Europa.
-Seconda priorità: contrastare i cambiamenti climatici e mantenere coesione all’interno dell’ UE, e inoltre guidarla nelle trattative su un nuovo accordo internazionale sul clima che si svolgerà a Copenaghen. I cambiamenti climatici costituiscono un grave effetto negativo globale e una minaccia alle nostre future condizioni di vita secondo la competenza internazionale. Siamo convinti che il costo dell’immobilismo sarebbe di gran lunga superiore a quello del misure per la riduzione dell’emissione di anidride carbonica. Inoltre la riduzione dell’emissione di gas nocivi può essere attuata attraverso un migliore e più efficace utilizzo delle risorse energetiche e attraverso investimenti proficui in tecnologie ecosostenibili.
A questo punto sappiamo tutti che occorrono consistenti sforzi mitigativi per raggiungere un traguardo minimo. Ma per ora la riduzione delle emissioni a livello globale non è neppure iniziata. Anzi sta crescendo. I paesi sviluppati devono mettersi alla guida e dare il buon esempio. L’UE è e sarà alla testa di questa lotta. Siamo pronti per proporre alcuni strumenti economici contro il cambiamento climatico. L’UE ha svolto i suoi incarichi e ha anche convenuto di promettere di ridurre le emissioni del 30 per cento nel quadro di un accordo internazionale. Ma l’Europa produce soltanto il 14 per cento delle emissioni globali. La Svezia, in veste di paese che assume la Presidenza dell’UE, dovrà indurre gli altri a seguirla, sopratutto i paesi con un grande tasso di emissioni. Stiamo ricevendo segnali abbastanza incoraggianti dall’amministrazione Obama, e la Cina partecipa alle discussioni quantomeno in modo costruttivo. I paesi in via di sviluppo, in particolare i più poveri, avranno difficoltà a fare gli investimenti iniziali. L’UE ha dichiarato di essere pronta ad assumersi la sua parte equa. La presidenza svedese farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per elaborare proposte di piani di finanziamento sia per l’adattamento che per il trasferimento di tecnologie.
Queste sono le due maggiori priorità della Svezia durante la sua presidenza. Ma esistono naturalmente altre questioni importanti delle quali ci occuperemo, in particolare i quattro punti seguenti:
• (Terza priorità) Rafforzare e sviluppare la cooperazione giudiziaria e gli affari interni e adeguare questi ultimi ai nuovi contesti. I valori democratici ed i diritti del singolo cittadino devono essere protetti, e contemporaneamente deve essere facilitata la libera circolazione. La cooperazione nei confronti della criminalità internazionale deve essere sviluppata. Dobbiamo creare politiche di asilo e migrazioni che funzionino meglio e che si basino sulla certezza del diritto ed della trasparenza. Mi riferisco alla cooperazione tra forze di polizia, controlli alle frontiere, dogane, protezioni civili, ordinamento giuridico civile e penale, asilo e immigrazione. Lo scopo è quello di adottare un nuovo ambizioso programma di lavoro che si estenda ai prossimi cinque anni – che prenderà il nome di “Programma di Stoccolma”. Il campo giuridico e le politiche interne sono gli ambiti nei quali la cooperazione europea raggiunge i suoi traguardi migliori e sono seguiti con un grande e crescente interesse dai nostri cittadini.
• (Quarta priorità) Riteniamo che sia necessario mantenere alta la guardia sull’Unione Europea vista come un progetto aperto. Attualmente sono in corso i negoziati per l’allargamento verso la Croazia e la Turchia, e agiremo al meglio per promuovere dei progressi in questo ambito difficile. Una prospettiva europea che sia credibile anche per altri paesi dei Balcani occidentali sarà importante per la stabilità e per lo sviluppo di questi paesi e per Europa. Il cosidetto “Parternariato orientale” (con Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Georgia, Armenia e Azerbajdzjan) è ora una realtà. Per la Presidenza svedese diverrà importante più che mai dare a queste relazioni un significato concreto, il piú possibile.
• Per la Svezia e tutti membri dell’UE, l’Unione dei paesi del Mediterraneo con i suoi paesi confinanti con l’Unione Europea è anch’essa importante ai fini della nostra presidenza. Assumeremo la presidenza anche di questa unione insieme con la Francia e l’Egitto, e continueremo a rafforzarla sperando di sbloccare le attuali chiusure politiche, per esempio stabilendo un segreteriato. Speriamo inoltre entro breve tempo di realizzare dei progetti di sviluppo. Di particolare importanza durante la presidenza svedese saranno gli incontri dei ministri delle finanze (che si tiene oggi), del commercio, dell’ambiente, dell’uguaglianza e speriamo anche dei minstri degli affari esteri.
• ( Quinta priorità) Adottare una strategia dell’Unione Europea per la regione del Mar Baltico e con ciò sviluppare la cooperazione “macro regionale” dell’UE. Con il recente allargamento dell’UE, otto dei nove paesi appartenenti all’aera del Baltico sono membri dell’Unione. È nostra intenzione servirci di questa realtà per rafforzare la cooperazione in tre ambiti - ambiente, competitività, criminalità internazionale - applicando regole e strumenti dell’UE, ma senza necessariamente dover contribuire ulteriormente con risorse comuni europee. Naturalmente non tutti i paesi dell’UE si trovano nella regione del Baltico, ma crediamo che un tentativo “macro-regionale” possa dare delle esperienze e degli insegnamenti che possono essere applicabili anche in altre aree dell’Unione. Attualmente sono in corso piani importanti per la regione del Danubio. Ma anche la cooperazione che si sta concentrando attorno al mare Adriatico, che mostra di avere dei problemi sul piano ambientale che sono simili a quelli riscontrati nell’area del Baltico, secondo noi, potrebbe essere una tale regione.
• Ultima (sesta) priorità, ma non meno importante: la presidenza svedese lavorerà per rafforzare il ruolo dell’UE come attore globale con una chiara agenda per la pace, lo sviluppo, la democrazia ed i diritti umani.
Ci sono nel nostro programma un gran numero di vertici: Stati Uniti, Cina, Russia, India, Brasile, Ucraina. Tra l’altro, rafforzare le relazioni transatlantiche ha una importanza strategica per l’UE . La negoziazione su un nuovo accordo quadro con la Cina sarà importante durante nostra presidenza.
La gestione dei conflitti è una priorità importante per la presidenza svedese. Questioni regionali come quelle riguardanti l’Afghanistan, il Pakistan, il Medio Oriente, l’Iran, la Corea del Nord e l’Africa, esigono una collaborazione con priorità sia internamente ai Paesi dell’UE sia a livello globale. L’UE in questi giorni deve essere pronta a gestire crisi in diverse parti del mondo. La Politica Estera di Sicurezza e di Difesa (PESD) compirà 10 anni in autunno. Durante questi anni l’Unione Europea si è rafforzata progressivamente nel suo ruolo di attore garante della sicurezza politica, non solo sul piano diplomatico ma anche concretamente con risorse sia sul piano militare che civile. Tuttavia l’UE non ha raggiunto pienamente il suo potenziale, e lavoreremo per promuovere un ulteriore sviluppo.
Questo è il mio rapporto sulla presidenza svedese e sulle nostre priorità e speriamo anche dell’UE, per i sei mesi che seguono. Certo, sono delle grandi sfide. La Svezia è pronta, nel corso della sua Presidenza, ad affrontare queste sfide insieme con tutti gli altri membri dell’Unione.